Vicino all'immortalità? La criogenia esiste già e ci sono molti sostenitori 13

Vicino all’immortalità? La criogenia esiste già e ci sono molti sostenitori

UN criogenia continua a incuriosire le menti curiose, offrendo la promessa di una seconda possibilità in un lontano futuro.

Il congelamento dei corpi alla ricerca della vita eterna è diventato un tema ricorrente, esplorato da scienziati, appassionati e perfino dalle telecamere del televisione.

Esamineremo ora i progressi degli ultimi 50 anni, le persone che cercano una seconda possibilità, cosa dice la scienza su tali speranze e le sfide che circondano questa pratica intrigante.

Esplorando il processo

La pratica del congelamento degli esseri umani è stata documentata ufficialmente per la prima volta nel 1966 e da allora si è evoluta in modo significativo.

Attualmente aziende come Alcor, situata nel deserto dell’Arizona, negli Stati Uniti, offrono questo servizio, trattando le persone congelate come “pazienti” alla ricerca di una possibile cura contro la morte.

Osiris, una nuova arrivata in Florida, è un’altra azienda che si distingue in questo campo emergente. Con circa sei pazienti, descrive un processo meticoloso dopo la morte di una persona.

Dal bagno di ghiaccio all’immersione in azoto liquido, l’obiettivo principale è preservare il cervello nel miglior modo possibile.

Tuttavia, persistono incertezze su come questo organo verrà rianimato e collegato a un altro corpo o installato in un robot umanoide.

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Sono molte le sfide affrontate dalla scienza nella ricerca dell’immortalità – immagine: Shutterstock/Riproduzione

Poiché circa il 70% del corpo umano è costituito da acqua, la sfida più grande della crionica è impedire il congelamento delle cellule, optando per la vetrificazione, uno stato simile al vetro.

La ricerca sugli animali mostra progressi promettenti, ma congelare un intero essere umano rimane una sfida enorme.

La speranza di resuscitare le persone implica scongelarle in modo sicuro, eliminare le sostanze tossiche utilizzate nella vetrificazione, curare la malattia che ha portato alla loro morte e, nel caso in cui venga conservata solo la testa, ottenere un nuovo corpo o trasferire le informazioni del cervello in un luogo sicuro. .

Sfide e speranze

Nonostante lo scetticismo scientifico, entusiasti come Vinicius Vilela investono nella possibilità di rianimazione. Pagando somme elevate, tali individui ripongono la loro fiducia nelle aziende che offrono il servizio, nella speranza di una vita futura.

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Attualmente, tre istituzioni guidano la pratica della crionica: la Alcor Life Extension Foundation, il Cryonics Institute negli Stati Uniti e KrioRus in Russia, per un totale di 350 corpi o teste nelle loro vasche fredde.

Notevoli come James Bedford e Ted Williams sono tra quelli congelati, il che evidenzia l’alto prezzo del servizio, che può raggiungere centinaia di migliaia di dollari.

L’impatto a lungo termine del mantenimento delle celle a temperature estremamente basse rimane sconosciuto.

Il caso di Anna Bagenholm, sopravvissuta dopo essere stata immersa nell’acqua gelata, evidenzia i danni che il freddo può causare. Il futuro della criogenia è ancora incerto, con sfide scientifiche ed etiche da superare.

Nella ricerca dell’immortalità attraverso la criogenia, scienza e speranza coesistono, mentre persiste il dilemma etico su cosa significhi veramente “tornare in vita”.

Tuttavia, per coloro che hanno speranza, la promessa di una seconda possibilità trascende gli ostacoli, spingendoli a investire nella possibilità di svegliarsi un giorno in una mondo sconosciutoma pieno di possibilità.